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Il mio prossimo costume
Quando (non) ti guardano negli occhi
Quando le persone crescono smettono di guardarti negli occhi.
I bambini ti fissano continuamente per carpire chissà quali segreti, i ragazzi guardano di sfuggita e poi abbassano la testa mentre gli adulti sono troppo presi dai loro impegni.
Oggi, andando fuori dall’ospedale nessun 30enne, 40enne o 50enne che sia mi ha guardato, mentre tutte le ragazze (e ragazzine) che ho incrociato hanno almeno alzato lo sguardo e fissato il mio.
C’era un bambino in ospedale, e non faceva altro che scrutare la gente. E così anche i vecchi.
Forse è vero che i vecchi sono molto simili ai bambini.
Quando il raffreddore ha stracciato
Mi è esploso il raffreddore.
No, a dire il vero non è propriamente esploso, semplicemente è lì che mi fa compagnia da una settimana, tanto che ho deciso di chiamarlo “Beppe”.
Dovete capire che quando sono colto da “moccio invasivo” non ho il cervello in pappa come molti uomini, distrutti da un male interiore che li consuma pian piano fino alla guarigione, ho solo i miei occhi che smettono di funzionare e producono acido (è l’unica spiegazione possibile per il bruciore assurdo che mi coglie dalle 2 del pomeriggio in poi).
Cioè, col raffreddore non si può nemmeno cantare la sigla di Holly e Benji… Già all’inizio provi col “nanna nanananannaaa”, e l’unica cosa che ti esce fuori è la voce di ET che chiama casa. La cosa può rivelarsi scocciante quando devi rispondere al telefono, o quando devi cantare la canzone di Holly e Benji al telefono, una combo micidiale.